Contenuto Principale

Massimo Ranieri

Eventi 05 Dicembre ore 21:00 MASSIMO RA...

Cantu te Caddhuzzu 1990 - 2014

E’ sempre una esperienza coinvolgente tuffarsi in un passato straordin...

Teatro Schipa

Teatro Schipa da Giovedì 16 a Mercoledì 2...

Teatro Italia - Sala 3

Teatro Italia Sala 3 da Giovedì 09 a Mercol...

Teatro Italia - Sala 2

Teatro Italia Sala 2 da Giovedì 16 a Merc...

Teatro Italia - Sala 1

Teatro Italia Sala 1 da Giovedì 16 a Merc...

  • Massimo Ranieri

  • Cantu te Caddhuzzu 1990 - 2014

  • Teatro Schipa

  • Teatro Italia - Sala 3

  • Teatro Italia - Sala 2

  • Teatro Italia - Sala 1

Lunedì 25 Marzo 2013 21:44

Il Giovedì Santo

Scritto da  Francky
Valuta questo articolo
(2 voti)

trailer_settimana_santa_tamixvideo

Il Giovedì Santo

“…Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: Questo è il mio corpo che è dato per voi. Fate questo in memoria di me. Allo stesso modo, alla fine della cena, prese il calice dicendo: Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue che è sparso per voi..” Lc 22 19,20.

Nel vespro del Giovedì Santo, la Chiesa Cattoli

ca commemora l’istituzione dell’Eucaristia, sacramento mirabile d’amore istituito da Gesù durante la sua ultima cena. Istituendo la Santa Eucaristia, Gesù dona alla Chiesa nascente il sacramento della sua presenza perenne e del suo sacrificio nei segni del pane e del vino, per perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il sacrificio della croce, affidando così alla sua Chiesa il memoriale della sua morte e resurrezione. È il sacramento dell’unità e della carità, attraverso il quale, nutrendoci del suo corpo e del suo sangue, avremo in dono la vita eterna. In questa serata, così suggestiva ed importante per tutto il mondo cristiano, la liturgia prevede la celebrazione della messa “In Coena Domini”, durante la quale vengono ricordati e contemplati i momenti salienti della cena dell’amore, in modo particolare quello della lavanda dei piedi, quando cioè Gesù chinandosi a lavare i piedi dei discepoli insegnò loro la via dell’umiltà e del servizio verso i fratelli. Terminata la sacra funzione, mentre il sacerdote unitamente all’assemblea intona il canto eucaristico “Pange Lingua”, il Pane Eucaristico viene riposto nel Ciborio dell’Altare, adornato di fiori e drappi finemente ricamati, e lì vi rim

arrà solennemente esposto fino alle ore 15 del giorno successivo, quando la comunità sarà chiamata nuovamente a radunarsi per ricordare e rinnovare il sacrificio del Calvario. Una volta conclusa la solenne celebrazione in Cattedrale, l’intera città di Gallipoli si riversa per i crocicchi del centro storico andando a visitare, nelle varie chiese e oratori confraternali, gli Altari della Reposizione per adorare Gesù sacramentato. Inoltre girovagando per le tortuose stradine è facile imbattersi nel passaggio delle varie confraternite locali; Il loro arrivo è preannunciato dal suono lamentoso di una tromba, seguito dal tamburo mormorante e dallo stridio della troccola, suoni che riscaldono i cuori dei devoti, affascinati dal pathos suscitato loro dagli “incappucciati” che con passo lento e salmodiando si recano processionalmente nei vari oratori per un momento di adorazione a Gesù Eucaristia. Ogni sodalizio partecipa al pio pellegrinaggio con il proprio abito di rito e i propri simboli, con il cappuccio completamente abbassato sul volto in segno di umiltà e di anonimato, perpetuando così una tradizione secolare. I cortei processionali si interrompono solo ad ora tarda fino al mattino seguente, quando altre confraternite effettueranno il loro devoto pellegrinaggio per contemplare e adorare il Mistero Eucaristico.

confr.carmine

Confraternita di Maria S.S. del Monte Carmelo e della Misericordia.

La confraternita, durante il pio pellegrinaggio agli Altari della Reposizione, nella sera del Giovedì Santo, indossa l’antico abito della Misericordia completo di cappello e bordone da pellegrino, privilegio concesso al sodalizio con bolla vescovile del 28 marzo del 1772.

Ceto sociale di appartenenza: artigiani e nobili.


confr.santissimosacramento

Confraternita del S.S. Sacramento (Sacro Cuore)

I confratelli di questo sodalizio vestone sacco e guanti di color bianco, mentre il cingolo e la mozzetta sono di color rosso.

Ceto sociale di appartenenza: … .


confr.cassobbi

Confraternita S. Maria della Neve o Cassopo (Santu Patre)

Li “cassobbi”, come comunemente chiamati dal popolino, nel tempo ordinario indossano l’abito di rito dal cappuccio e saio di color azzurrino, cingolo, mozzetta e guanti di color rosso-granata, mentre nella sera del Giovedì Santo per antica concessione l’abito è integrato dal cappello e bordone da pellegrino.

Ceto sociale di appartenenza: fabbri ferrai.




confr.santorosario

Confraternita Santa Maria del Rosario

L’abito di questa confraternita è molto simile a quello dell’ordine dei Padri Domenicani. I confratelli vestono perciò sacco, guanti e cappuccio di color avorio; inoltre anzichè il tradizionale cingolo, portano ai fianchi una lunga corona del Santo Rosario, mentre la mozzetta è di color nero con il classico bavero bianco attorno al collo tipico dell’ordine Domenicano.

Ceto sociale di appartenenza: sarti.




confr.sangiuseppeedellabuonamorte

Confraternita di San Giuseppe e della Buona Morte

Alle processioni i confratelli di questo sodalizio indossano saio, cappuccio e guanti di color bianco, cingolo viola e mozzetta gialla con orlatura violacea.

Ceto sociale di appartenenza: falegnami.




confr.anime

Confraternita SS. Trinità e Anime del Purgatorio

Nella mattinata del Venerdì Santo i confratelli durante il tradizionale rito della visita ai “sepolcri” indossano l’abito di rito composto dal saio e cappuccio di color rosso, cingolo e mozzetta color cenere. Inoltre, per antica concessione, aggiungono all’abito il cappello e il bordone da pellegrino.

Ceto sociale di appartenenza: nobili.


confr.immacolata

Confraternita dell’Immacolata

I confratelli di questa confraternita vestono sacco, cappuccio e guanti color marrone, cingolo di color bianco e mozzetta color celeste.

Ceto sociale di

appartenenza: muratori.

a cura di Cosimo Spinola

Ultima modifica Martedì 26 Marzo 2013 21:38