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Sognare in Salento

Sognare in Salento nasce dalla volontà di promuovere il salento e di f...

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Eventi (154)

Nella sezione Eventi potrete approfondire i programmi degli eventi nel Salento.
Eventi Artistici, Eventi Religiosi, Antiquariato e Collezionismo, Mostre, Cultura e Spettacolo, Eventi Folkloristici, Eventi Sportivi, Sfilate e Moda, Fiere, Congressi, Altre Manifestazioni, Raduni, Sagre, Cortei Storici.

Sabato 06 Aprile 2013 18:08

ANTIGONE

Scritto da Francky

ANTIGONE

TEATRO GARIBALDI - GALLIPOLI

12 - 13 - 14 APRILE 2013 h 21:00

Avanzano i preparativi per il grande allestimento scenografico che vedrà protagonista il prestigioso TEATRO GARIBALDI DI GALLIPOLI, che per l'occasione si tramuterà in una reggia reale, dove il pubblico potrà "curiosare" non senza sospendere il fiato più volte e sussultare tra trovate scenografiche faraoniche e presenze sceniche a volte sinistre...

Intriso di pathos e di emozioni vibranti, la "nuova" visione di "ANTIGONE" verrà rappresentata in chiave totalmente innovativa, un teatro stravolto per l'evento distoglierà lo spettatore dalla percezione classica che si è abituati a vivere in un teatro, la visione dall'alto, il buio, gli effetti e la musica, avvolgeranno tutta la sala che non avrà dimensioni, gli attori sono vivi, tangibili e squarceranno le barriere della quarta parete.

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Venerdì 05 Aprile 2013 20:50

L'Italia da...Spettacolo

Scritto da Francky

L'Italia da Spettacolo

 danilok

Sabato 23 Marzo 2013 16:31

La domenica delle Palme

Scritto da Francky

La domenica delle Palme

“La grande folla giunta per la festa, sentito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese rami di palma e gli andò incontro gridando: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il Re d’Israele! Gesù, trovato un asinello, gli sedette in groppa come sta scritto: Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo Re viene, seduto sopra una puledra d’asina…” Gv 12 12,15

La domenica precedente la solennità della Santa Pasqua, la Chiesa ricorda la memoria liturgica dell’ingresso di Gesù nella città di Gerusalemme, accolto da una folla esultante che lo acclamava definendolo il Messia, cioè il nuovo Re inviato da Dio, tanto atteso dal popolo, che avrebbe riportato la pace in Israele. Leggendo il versetto sopra, estrapolato dal Vangelo di Giovanni, notiamo che la folla andò incontro al Signore con dei rami di palma, ed è proprio in riferimento a questo particolare episodio che da sempre il popolo dei credenti ricorda questa giornata come la domenica “Te le Parme”. Inoltre questa festività liturgica dà inizio alla grande Settimana Santa; infatti la liturgia prevede non solo la lettura del passo del Vangelo riguardante l’entrata trionfale di Gesù nella città santa, ma anche l’ascolto del brano evangelico riguardante la Passione e morte di nostro Signore Gesù Cristo, alternando di anno in anno i brani dei quattro Evangelisti. Nella città bella questa solennità è particolarmente sentita; sin dalle prime ore del mattino infatti una moltitudine di ragazzi, accompagnati dai genitori, affollano il bastione antistante l’antica chiesa dei Padri Riformati Francescani, dove alcuni volontari distribuiscono ai presenti dei rami d’ulivo, che verranno puntualmente benedetti dal Parroco. Subito dopo, al canto dell’Osanna, si dà inizio alla processione festante, di grandi e piccini, verso la Basilica Cattedrale, dove sarà celebrata l’Eucaristia con grande fede e intenso raccoglimento. Al termine della celebrazione i rami benedetti vengono portati nelle case ed esposti nelle camere da letto, solitamente attaccati al quadro sacro sovrastante il letto, in segno di pace. Infine, in occasione di questa solennità, alcuni gruppi parrocchiali o associazioni teatrali sono soliti organizzare, per le vie cittadine, una sacra rappresentazione teatrale, in costume dell’epoca, della Passione e Morte di Gesù, facendo così rivivere all’intera comunità cittadina il dramma della tragedia del Golgota.

a cura di Cosimo Spinola

Sabato 16 Marzo 2013 15:32

San Giuseppe

Scritto da Francky

La solennità di San Giuseppe, ricorrendo il 19 marzo, é l'unica festività celebrata dalla comunità ecclesiale in tutto il periodo quaresimale. Infatti, nonostante si sia ormai nel bel mezzo della Quaresima, questa festa viene preceduta dalla solenne novena, durante la quale vengono professati i Novizi della Confraternità omonima e, il giorno della vigilia, dalla processione che, come accennato, assume un tono festoso e quindi completamente differente da tutti i riti e le altre processioni del periodo. Essa é aperta dal pennone della confraternita e dalla Croce come nel tempo ordinario e chiusa dalla banda che con le sue marce allegre e festose fa dimenticare le astinenze e le contrizioni quaresimali. Questo stesso giorno é molto sentito dalla nostra gente anche nell'ambito del profano. Come non ricordare l'omino che percorreva con un carretto le viuzze e le stradine del centro storico vendendo ai più piccoli i campanelli di terracotta la cui simbologia é forse da ricercare nell'approssimarsi della primavera: il festoso frastuono dei campanelli é un invito a svegliarci dal torpore invernale e tuffarci in questa stagione in cui tutto si ridesta e si rinnova. Impresso nella memoria di tutti i fanciulli di qualche tempo fa é rimasto infatti il caratteristico ritornello usato dal venditore ambulante in questa circostanza:

"chiangiti piccinnieddhi ca su 'rrivati li campanieddhi".

La tradizione vuole che a mezzogiorno si pranzi con pasta e ceci (ciciri e tria), e come dolcele tradizionali zeppole.

a cura di Cosimo Spinola

http://www.gallipolinweb.it/gallipolinwebit/le-chiese/243-sangiuseppeedellabuonamorte.html


PROGRAMMA CELEBRAZIONI
18 Marzo                VIGILIA del SANTO
ore 18:00 S. Rosario - Vespri - Santa Messa e processione
con la Statua del Santo per le vie del Centro Storico.
19 Marzo SOLENNITA' di SAN GIUSEPPE
ore 9:00-11:00 Sante Messe
ore 17:00 S. Rosario - Canto dei Secondi Vespri - Santa Messa

PROGRAMMA CIVILE
17 Marzo                PRIMA EDIZIONE SAGRA DI SAN GIUSEPPE
ore 18:00 - 21:00
Nelle vicinanze della Chiesa, degustazione di zeppole,
pasta e ceci e distribuzione di campanelli di terracotta
secondo l'antica tradizione gallipolina della festa del Santo.
Durante la sagra e la processione presterà servizio il
concerto bandistico "Filarmonica Città di Gallipoli"
Mercoledì 13 Marzo 2013 09:08

CONCERTO PER L'ADDOLORATA

Scritto da Enrico
Il concerto, promosso dalla Confraternita di Maria Santissima del Monte Carmelo e della Misericordia di Gallipoli in collaborazione con CITTA’ DI GALLIPOLI e FIDAS Associazione Donatori Volontari di Sangue sez. "Dante Provenzano" di Gallipoli, si svolgerà presso la Basilica Concattedrale Sant’Agata Venerdì 15 marzo 2013 alle ore 20.00  
Il concerto sarà eseguito dal Coro Polifonico Arcivescovile "San Leucio" di Brindisi:
 
Direttore: Giampaolo Argentieri
Tenore: Dario De Micheli
Flauto: Elena Borlizzi
Violoncello: Antonio Aprile
Organo: Enrico Tricarico

Parrocchia della Basilica Cattedrale S. Agata V. M.

Confraternita di Maria Ss. ma del Monte Carmelo e della Misericordia

Chiesa del Carmine 

Memoria della B. V. Maria Addolorata

Celebrando la memoria della Beata Vergine Addolorata, contempliamo Maria che condivide la compassione del Figlio per i peccatori. Come affermava San Bernardo, la Madre di Cristo è entrata nella Passione del Figlio mediante la sua compassione (cfr Omelia per la Domenica nell’Ottava dell’Assunzione). Ai piedi della Croce si realizza la profezia di Simeone: il suo cuore di Madre è trafitto (cfr Lc 2,35) dal supplizio inflitto all’Innocente, nato dalla sua carne. Come Gesù ha pianto (cfr Gv 11,35), così anche Maria ha certamente pianto davanti al corpo torturato del Figlio.  La sua riservatezza, tuttavia, ci impedisce di misurare l’abisso del suo dolore; la profondità di questa afflizione è soltanto suggerita dal simbolo tradizionale della spada. Come per il suo Figlio Gesù, è possibile affermare che questa sofferenza ha portato anche lei alla perfezione (cfr Eb 2,10), così da renderla capace di accogliere la nuova missione spirituale che il Figlio le affida immediatamente prima di “emettere lo spirito” (cfr Gv 19,30): divenire la Madre di Cristo nelle sue membra. In quest’ora, attraverso la figura del discepolo amato, Gesù presenta ciascuno dei suoi discepoli alla Madre dicendole: “Ecco tuo figlio” (cfr Gv 19, 26-27). Certi della sua amorevole accoglienza continuiamo ad affidarci al suo amore e alla sua materna intercessione per ottenere dal Signore la grazia di una fede audace per essere testimoni credibili della gioia del Vangelo.

Programma

                                                 

Lunedì 11 Marzo 2013 20:40

V Domenica di Quaresima - LE CRUCI CUPERTE

Scritto da Francky

L’attuale quinta domenica di quaresima anticamente era denominata “te le cruci cuperte”, in quanto vi era la consuetudine di coprire i crocifissi, esposti nelle varie chiese, con un panno violaceo. Le croci rimanevano velate fino all’azione liturgica dell’ora nona del Venerdì Santo, quando, durante la toccante liturgia, il sacerdote toglieva il velo e invitava i fedeli ad adorare la S.S. Croce di Cristo, strumento di salvezza e di rinascita per l’intera umanità. Oggi questa consuetudine religiosa non è del tutto scomparsa ma ancora sopravvive, specie nei piccoli centri, dove ancora si respira la genuinità e la semplicità della pietà popolare.

a cura di Cosimo Spinola

Sabato 09 Marzo 2013 19:45

IV Domenica di Quaresima - LE UCI

Scritto da Francky

Le Uci

Prima della riforma liturgica imposta dal Concilio Vaticano II, l’attuale quarta domenica di quaresima veniva denominata, nell’ambito della religiosità popolare, la Dumenaca te le Uci o te L’Anime. Questa era una giornata particolare in quanto la liturgia era solita ricordare, con apposite preghiere e celebrazioni liturgiche, le anime del purgatorio. Al tramonto, i fedeli gremivano le panche della cattedrale in attesa del sermone del Padre Predicatore: questi solitamente era un religioso, inviato dal Vescovo locale, con il compito di evangelizzare, durante tutto l’arco della quaresima, i fedeli della nostra comunità ecclesiale. Dunque il quaresimalista, dopo la lettura dei brani della Sacra Scrittura, saliva sul pulpito e teneva un’ omelia sul significato teologico della morte e sulle pene che le anime purganti dovevano patire in attesa di essere purificate dalla misericordia di Dio,grazie alle preghiere di intercessione dei viventi. Dopo il sermone, il sacerdote indossava il piviale nero e benediceva il Catafalco (“tomba” in legno, in uso specialmente nelle chiese confraternali, dove solitamente venivano ospitati i feretri dei confratelli defunti durante la celebrazione del loro funerale). Subito dopo, senza essere visti dall’assemblea, un piccolo coro di fanciulli prendeva posto all’interno di questo Tumulo ed intonavano il canto funebre "Libera me Domine", facendo riecheggiare in questo modo, nella mente dei presenti, le suppliche delle anime defunte che imploravano dai vivi preghiere di intercessione per la loro salvezza. Questa consuetudine religiosa fu abolita già dalla Riforma dei canti liturgici di Pio X.

a cura di Cosimo Spinola

Venerdì 08 Marzo 2013 12:59

I piatti di grano in quaresima

Scritto da Francky

I Piatti di grano in quaresima

Sin dalle prime settimane di quaresima, i fedeli son soliti deporre dei semi di grano su uno strato di ovatta o bambagia bagnata in varie ciotole di terracotta, per poi tenerli rigorosamente al buio, innaffiandoli di tanto in tanto. Con il passare delle settimane il grano comincerà gradualmente a crescere e a germogliare, assumendo un colore giallo dorato, dovuto proprio alla mancanza di luce. In seguito, nella mattinata del Giovedì Santo, le coppe di grano verranno decorate, dalle nostre donne, con alcune fresie e della carta crespa e portate in Chiesa ad adornare l’altare della Reposizione. La simbologia di questa antica consuetudine, che resiste al veloce fluire del tempo, è da ricercare nella famosissima parabola di Gesù, riportata dall’apostolo Giovanni nel suo Vangelo: “Se il grano di frumento, caduto per terra, non muore, resta solo. Ma se muore, porta molto frutto…” Gv 12,24. Il grano di frumento è lo stesso Gesù, il quale, mediante la sofferenza e la morte di croce, riuscirà a redimere e salvare l’intera umanità facendola rinascere a nuova vita. Ecco quindi, come una semplice tradizione ci riporti al cuore del progetto di salvezza del nostro Dio, che non ha esitato a consegnare il Figlio nelle mani dei pagani, per essere umiliato, deriso ed ucciso sul nudo legno della croce, pur di riconciliare a sé il mondo.

a cura di Cosimo Spinola

Lunedì 04 Marzo 2013 14:44

Dolcemente Complicate

Scritto da Francky
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