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Sognare in Salento

Sognare in Salento nasce dalla volontà di promuovere il salento e di f...

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LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO I TUMORI

Delegazione di GALLIPOLI

organizza un incontro sul tema


La prevenzione dei tumori

della mammella


GALLIPOLI

Sabato 31 Ottobre 2015, ore 17:30

Teatro Garibaldi

(via Garibaldi)


Interventi

Dr. Giuseppe Colucci

Anatomopatologo, Ospedale di Gallipoli

Dr. Giuseppe Serravezza

Oncologo, Presidente LILT Lecce

Dr.ssa Loredana Benvenga

Psicologa, LILT Gallipoli

Conduttrice gruppo di sostegno donne operate al seno


Allieteranno la serata

Davide GRECO (Tenore violinista)

Gabriela GRECO (Pianista)

(Associazione Musicale e Culturale "A.Gre.Ga.Da." - Scuola di Musica)

Pubblicato in Eventi

Sebastiano nasce intorno al 256 d.c a Milano, da una famiglia cristiana, che lo educa  all'esercizio del perdono e della carità, in piena confomità ai principi evangelici. Il nostro Santo intraprende molto presto la carriera militare, distinguendosi per  coraggio e senso di lealtà verso le istituzioni civili imperiali, tanto da essere trasferito a Roma, con la nomina di comandante della prima coorte della prima legione, a servizio dell'Imperatore Diocleziano.

Sebastiano, nonostante vivesse in un ambiente pagano,dove le abitudine e i riti dei Gentili erano la norma,non dimenticò mai la sua fede verso Cristo e la sua Parola, prodigandosi, senza sosta, nell'aiutare i cristiani perseguitati da Diocleziano.

Egli si distinse tanto, nell'esercizio della carità, da attirare le attenzioni dell'Imperatore, che venne così a conoscenza della sua fede verso il Dio dei cristiani; immediatamente Diocleziano ordinò a Sebastiano di rinnegare la sua fede ed aderire al culto pagano, ma il Santo non si fece intimidire e giurò fedeltà eterna a Gesù Cristo, in quanto solo nella sua Parola vi è la verità e la via che conduce  alla vita eterna.

Diocleziano sentendosi tradito, ordinò la condanna a morte dell'ufficiale romano, il quale, legato ad un palo, fu trafitto da numerose freccie; in seguito il suo corpo martoriato fu seppellito nelle catacombe che oggi vengono appunto dette "di San Sebastiano". La sua festa liturgica ricorre il 20 di Gennaio e , nella nostra città bella, la devozione verso questo Santo è stata da sempre molto sentita, tanto da essere consacrato, nei secoli scorsi, patrono della città e protettore in particolar modo del Comune e degli uffici pubblici, insieme alla vergine catanese Agata. Molto suggestiva, da vedere assolutamente, è la processione organizzata nella vigilia della sua festa, dove il Santo, protettore della polizia municipale, viene portato in processione per le vie della città vecchia, accompagnato da tutti i sodalizi confraternali della città. Da notare che la statua di San Sebastiano,un busto in argento con profili in oro,viene portato in processione accompagnato dalla statua,anch'essa in argento,di Sant'Agata ed è un emozione unica vedere le statue ,dei due santi patroni della città, per i meandri della città vecchia, tra preghiere e intenso raccoglimento da parte dei fedeli. Il giorno della festività, infine, vi è  in cattedrale il solenne pontificale celebrato dal Vescovo della nostra diocesi, dove al termine del quale, al canto del Te Deum, il Santo viene portato in spalla, lungo le due navate della Chiesa, da quattro vigili urbani, rispettando e perpetuando così un'antica tradizione.

a cura di Cosimo Spinola

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Giovedì 19 Gennaio - Basilica Concattedrale S. Agata

Ore 18:00 - Canto dei Primi Vespri;

Ore 18:30 - Celebrazione Eucaristica presieduta dal presidente del capitolo don Pippi Leopizzi.

Ore 19:30 - Dalla cattedrale di sant'Agata solenne processione per le vie del centro storico con i Simulacri dei Santi Protettori, Sebastiano ed Agata

Venerdì 20 Gennaio - Basilica Concattedrale S. Agata

Ore 18:00 - Canto dei Secondi Vespri;

Ore 18:30 - Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo.

Pubblicato in Celebrazioni religiose

L'immagine può contenere: 1 persona, nuvola, cavallo, cielo e spazio all'aperto

Il 17 Gennaio pv la Chiesa ricorderà la memoria della festività liturgica di Sant'Antonio Abate, chiamato anche, dal popolo salentino, "Te lu focu" per via dell'usanza di accendere dei grossi falò (Focara) la sera della festa dedicata al Santo.

La devozione salentina verso il Santo eremita, risale alla notte dei tempi; basti pensare alla città di Novoli, dove Sant'Antonio è patrono, ma anche a Gallipoli il nostro santo, fondatore della spiritualità monastica, era molto venerato. Forse non tutti sanno che, fino a qualche secolo fa, vi era una chiesa, nei meandri del centro storico gallipolino, intitolata al santo degli animali, gestita dall'omonima confraternita di laici, che ne diffondeva il culto.

Inoltre, come accennato sopra, proprio la sera del diciassette di Gennaio vi era la consuetudine a Gallipoli di accendere dei grossi falò (focareddhre), preparati con le "sarcene", le quali fascine venivano sistemate con cura e meticolosità. Quest' usanza è molto antica, risale ad una credenza pagana, poi cristianizzata, che il fuoco fosse un elemento purificatore e che quindi attraverso il fuoco la comunità avesse la possibilità di purificarsi dal peccato, aprendosi a nuova vita.

In quest'occasione il centro storico di Gallipoli si trasformava!! sorgevano focareddhre in ogni crocicchio, la gente del vicinato si radunava intorno al falò più vicino, riscaldandosi dal rigore invernale, mentre allegre vecchiette intonavano canzoni popolari, al ritmo del tamburello, facendo ballare e ridere di gioia grandi e piccini; intanto per le stradine comparivano spontaneamente i primi gruppi mascherati che, con la loro allegria, rendevano più gioiosa la serata. Qualcuno si chiederà il perchè della presenza delle maschere intorno alle "focareddhre te Sant'Antoni"!! il tutto aveva un filo logico, in quanto proprio nella sera del diciassette di Gennaio si dava il via al carnevale, il periodo più gaio e spensierato dell'anno, fatto di festini privati e scherzi organizzati per le strade al passaggio delle maschere, che si sarebbe poi concluso la sera del martedì grasso, quando, allo scoccare della mezzanotte, il campanone dell'antico monastero francescano avrebbe annunziato a tutti l'approssimarsi delle meste giornate quaresimali. Poi, con il passare del tempo, purtroppo, le abitudini sociali sono cambiate, molti residenti del centro storico si sono trasferiti in altre zone e le focareddhre nel centro storico sono state vietate; infatti le istituzioni locali hanno dato il placet, ad un comitato apposito, di organizzare una sola focara, nel centro nuovo della città, ma, a malincuore, devo sottolineare che questa iniziativa non ha mai riscontrato successo, perchè, credo, sia stata troppo commercializzata e normativizzata, facendo perdere all'evento molta della sua spontaneità.

Oggi non si odono più le voci allegre delle maschere e le lingue di fuoco delle focareddhre, che illuminavano il cielo plumbeo di Gennaio, non riscaldano più i nostri anziani; di chi sarà la colpa? non so.. forse non è la sede più opportuna questa per parlarne, ma una cosa è certa!! quando un popolo permette, al fluire del tempo, di cancellare la propria memoria storica, andrà sicuramente incontro alla perdita della sua identità.

a cura di Cosimo Spinola

Pubblicato in Celebrazioni religiose

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DOMENICA 29 DICEMBRE, ORE 16.30

DOMENICA 5 GENNAIO 2014 ORE 16.30

"GALLIPOLI NATALIZIA": itinerario nel borgo antico tra palazzi ed eleganti chiese nell'avvolgente a

tmosfera del Natale e dei presepi gallipolini. VISITA GUIDATA ­ ed ESTRAZIONE BIGLIETTI VINCENTI di prodotti artistici ed enogastronomici e buoni sconto.


MARTEDI’ 31 DICEMBRE 2014 ORE 15.30

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Tour in mini bus alla scoperta deei suggestivi e

sorprendenti capolavori della cartapesta  gallipolina.

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Pubblicato in Tradizioni

Santa Cristina

Le poche notizie storiche sulla biografia di Cristina le possiamo ricavare dalla “Passione di Santa Cristina, uno scritto che risale almeno al IX secolo, quindi molto più tardo rispetto agli avvenimenti ed eccessivamente agiografico, ma ugualmente utile per comprendere il grande amore e l’intensa fede che Cristina nutrì verso Cristo, per il quale questa giovinetta coraggiosa rinunciò a tutto, anche alla sua stessa vita, convinta che chi offre la vita per causa di Cristo e del Vangelo  non potrà poi non godere della gioia eterna. Si narra quindi che Cristina, all’età di undici anni, si convertì al cristianesimo, e cominciò ad ascoltare la Parola di Dio, desiderosa solo di metterla in pratica e divenire discepola di Cristo; ma il padre Urbano, ufficiale dell'Imperatore, la rinchiuse in una torre, in compagnia di dodici ancelle, nel tentativo di dissuadere la figlia dal seguire gli insegnamenti evangelici. Fallito questo tentativo, il padre, vedendosi disubbidito, fece flagellare Cristina, consegnandola a dei carnefici sanguinari che le inflissero vari e terribili supplizi. Dopo di ché fu segregata in carcere, ma la giovane Cristina continuò a fortificarsi nella fede e a rimanere fedele a Cristo e al suo Vangelo. Intanto morto Urbano gli successe Dione, un altro terribile persecutore dei cristiani, che non esitò ad infliggere a Cristina le più atroci torture. Nonostante le sofferenze patite, nel cuore di Cristina cresceva sempre di più l’amore verso il suo Redentore, tanto che ormai la nostra Santa non desiderava altro che lasciare questa vita per unirsi definitivamente in un rapporto sponsale con il suo Sposo Celeste; ciò si verificò quando Dione fece legare la Santa di Bolsena ad un palo e la fece trafiggere da numerose frecce. Leggenda narra che, subito dopo la sua morte, una schiera di angeli la incoronarono   con la corona della santità ed accompagnarono il suo spirito candido nella gloria dei cieli. Nella seconda metà del diciannovesimo secolo il culto verso la giovane Santa cominciò a diffondersi repentinamente anche tra l’umile gente di Gallipoli, quando l’intera città fu colpita da un’ epidemia colerica e tutto il popolo gallipolino non esitò incessantemente ad invocare l’aiuto e la protezione della Santa, con fervide preghiere ed un solenne novenario, al termine del quale miracolosamente la pestilenza scomparve. Grande fu la riconoscenza di tutta la comunità gallipolina che da quel momento la annoverò tra i Santi Protettori della città, insieme ad Agata e Sebastiano. Ancora oggi la comunità gallipolina nutre un grande amore ed una grande devozione verso la giovane ancella di Cristo, ed ogni anno, in prossimità della sua festa liturgica, che ricorre il 24 di Luglio, l’intera città si appresta a venerare Cristina con grande fede, attraverso un solenne novenario che culminerà poi la vigilia della festività con la solenne processione per le vie della città. L’intera comunità cittadina si riversa nelle strade e nei crocicchi del centro storico per rendere lode a Cristina, mentre i forestieri attoniti rimangono colpiti da tanta fede dimostrata dai gallipolini, come anche dalla bellezza artistica del simulacro della Santa, opera del De Lucrezis, valente cartapestaio del secolo scorso. Ai piedi della statua della Santa, inoltre, l’attento osservatore noterà un cagnolino, che nell’iconografia cristiana rappresenta la fedeltà di Cristina a Cristo, ma che per i gallipolini assume un’ importanza tutta particolare: infatti secondo la leggenda quel cagnolino nel momento di maggiore diffusione del morbo scomparve per poi riapparire dopo il miracolo della cessazione del morbo. Di conseguenza ancora oggi tutti si augurano che quel cagnolino possa sempre rimanere ai piedi di Cristina, in quanto è segno di protezione dai tanti pericoli che incombono, ma soprattutto perché rappresenta quel vincolo di fedeltà che il popolo ionico nutre verso la Santa di Bolsena che giammai dovrà venire meno. Il giorno della sua memoria liturgica, poi, molte sono le Sante Messe devozionali che vengono celebrate, in onore della Santa, nel piccolo ma stupendo Oratorio di Santa Maria della Purità, dove la congregazione degli antichi scaricatori del porto ormai da più di un secolo ne cura e ne diffonde la devozione e il culto . Non mancano poi i festeggiamenti civili, dove tra luminarie, bancarelle, fuochi d’artificio e concerti bandistici il popolo gallipolino continua a dimostrare la sua gratitudine alla Santa di Bolsena per il miracolo effettuato, sperando che lo sguardo pietoso della Santa possa essere sempre rivolto verso l’umile gente di Gallipoli, che quotidianamente deve fronteggiare le piaghe e le pestilenze della società moderna.

a cura di Cosimo Spinola

Pubblicato in Comune di Gallipoli

Rita nasce  a Roccaporena, una frazione di Cascia (PG),nel 1371 da Antonio Lotti e Amata Ferri, entrambi molto religiosi, che le impartirono un'educazione improntata sui Valori Cristiani, tanto che sin da piccola nutrì il desiderio di consacrarsi a Cristo, ma i genitori la indirizzarono verso il matrimonio. Così, intorno al quindicesimo anno di età, sposò Paolo Mancini, uomo di nobile stirpe e dall'indole orgogliosa ed autoritaria, dal quale ebbe due figli.

La nostra Santa, per ben diciotto anni di vita coniugale, si dedicò totalmente alla sua famiglia, impartendo ai figli un'educazione religiosa e suscitando una conversione nel cuore del marito riavvicinandolo alla fede, ma ben presto la tranquilla vita coniugale fu sconvolta dall'assassinio del marito Paolo, ucciso da alcuni suoi amici a causa di alcuni rancori mai sopiti.

Rita, credente fino in fondo, perdonò gli assassini di suo marito ma si angosciò profondamente quando capì che i suoi figli ardevano dal desiderio della vendetta. Si affidò allora alla preghiera, auspicando addirittura la loro morte fisica piuttosto che vederli responsabili di un omicidio che li avrebbe resi schiavi dell'odio e della violenza, sentimenti che inevitabilmente conducono alla morte spirituale. Poco tempo dopo i due ragazzi si ammalarono contemporaneamente ed entambi morirono. Rimasta sola, Rita si consacrò totalmente a Dio entrando nell'ordine agostiniano, dove visse in santità e letizia fino al giorno della sua morte, avvenuta il 22 Maggio del 1457.

La vita religiosa della Santa era caratterizzata dalla preghiera più fervente e da un'intensa vita contemplativa, dove riusciva a cogliere e ad assaporare la dolcezza dell'Amore di Cristo, che inevitabilmente trasformava il suo animo rendendola "Alter Christi". Basti pensare che la sera di un Venerdì Santo, dopo la predica di Fra' Giacomo della Marca, mentre era in profondo raccoglimento dinanzi ad un Crocifisso, meditando sui dolori della sua Passione, ricevette una spina dalla corona di Cristo conficcata sulla fronte, segno di una profonda unione sponsale, ormai instauratisi, tra Rita e Cristo suo sposo. Rita, dopo la sua canonizzazione, è stata sin da subito amata e venerata da una moltitudine di fedeli, sparsi in ogni dove, e ancora oggi il tempio, nel piccolo paesino umbro di Cascia, dove riposano le sue spoglie mortali, è visitato ogni anno da migliaia di devoti, che impetrano  la sua intercessione per ogni tipo di grazia spirituale e corporale.

Nella nostra Gallipoli la devozione verso la Santa dei "casi disperati ed impossibili" è molto diffusa, ed una associazione di laici ne cura il culto nel piccolo Santuario di Santa Maria del Canneto. Infatti nel giorno della vigilia della sua festa liturgica vi è la processione, con il simulacro della Santa, per le vie della città, dove durante il pio pellegrinaggio vengono recitati inni e preghiere in onore di Rita, mentre nel giorno della sua memoria liturgica vi è, nel piccolo Santuario, la solenne celebrazione liturgica e la consueta benedizione delle rose, fiore da sempre dedicato alla nostra Santa.

a cura di Cosimo Spinola

Pubblicato in Celebrazioni religiose

Mercoledì 8 maggio ore 19.30

presso il Laboratorio Urbano Liberal'arte (ex chiostro San Domenico) a Gallipoli,

ci sarà la presentazione dei corsi di informatica di base e di livello intermedio.

Durante l'incontro saranno comunicati gli argomenti che verranno trattati durante i vari incontri formativi;

la durata dei moduli è di 20 ore con avvio 13 maggio; il calendario verrà deciso in base alle esigenze dei corsisti.

Vi aspettiamo!

Liberal'arte Gallipoli, c/o Chiostro dei Domenicani
Riviera N. Sauro n. 131/A Gallipoli (Le)
INFO: 0833/261844
Sito Web: www.liberalarte-gallipoli.it – Facebook: Liberalarte Gallipoli

Pubblicato in Comune di Gallipoli

TEATRO ITALIA

ore 21:00

Venerdì 10 Maggio


Allabua


presentano

"RUSSU TE SIRA"

il nuovo disco


INGRESSO GRATUITO
FINO AD ESAURIMENTO POSTI

RITIRO BIGLIETTI
h. 18:30/22:30
presso il botteghino del teatro

INFO LINE  0833 266940

Pubblicato in Concerti

GALLIPOLI EXPERIENCE - I Fiera di Promozione Turistica

Dal 24 aprile alle ore 19.00 al 1 maggio alle ore 21.00

Ex Mercato Coperto, Piazza Imbriani, Gallipoli (Le)

Gallipoli Experience è una vetrina espositiva sotto forma di fiera, che presenta le mille sfaccettature della cultura, del folklore, dell’enogastronomia, dell’arte e della devozione popolare locale.

La fiera prevede dei percorsi esperenziali:

- UN ANNO DI GALLIPOLI: da Capodanno a Natale, le mille esperienze del folklore e delle tradizioni locali, quali il Carnevale, i riti della Settimana Santa, la festa della Madonna del Canneto, la festa di Santa Cristina, il Santo Natale e San Silvestro.
- NATURA E MARE: Parco di punta Pizzo e 'Isola di S. Andrea, regate veliche, diporto nautico, off shore
- ARTE E CULTURA
- VOLONTARIATO E SOCIALE
MERCATINO ENOGASTRONOMICO: le eccellenze delle produzioni locali

DATE E ORARI:
- 24 aprile Inaugurazione ore 19:00
- dal 25 aprile all'1 maggio: 10:00/13:00 - 15:00/21:00
INGRESSO GRATUITO

Evento realizzato grazie al patrocinio e la collaborazione del Sindaco e dell’Amministrazione comunale della Città Di Gallipoli
e e alla fattiva collaborazione delle associazioni radicate ed attive sul territorio cittadino, in particolare:, Fideliter Excubat, Gallipoli Nostra, I Ragazzi di Via Malinconico,Legambiente sez. A. Cederna, Fidas sez Dante Provenzano, Altamarea, la fabbrica del Carnevale, santuario del Canneto, Lega Navale, Club nautico di Gallipoli, protezione civile, Città Nuova, amart, Liberal’arte, redazione qui Salento e Gallipoli360.

Coordinamento: Gallipoli360
Grafica e web: Marco Cortese
Marketing e comunicazione: Valeria Greco

Si rigraziano gli espositori del Mercatino Eno-gastronomico:


BIRRA ARTIGIANALE: Birrozza, lu Sciaribbà, Leverano
CUPETA: Tamborrini Dolciumi, Matino
FORMAGGI, Formaggi di Rosa, Masseria Giorgini, Novoli
LIQUORI: Villantica, Sannicola
OLIO: società Agricola Donna Oleria, Monteroni di Lecce
PRODOTTI DA FORNO: Gran Forno di Chianella Romola, Gallipoli
SALUMI: Baccaro Si.en. snc, Minervino di Lecce
SCAPECE: Scapece Manno, Gallipoli
VINCOTTO: Mediterrònia Terra Apuliae, Melissano
VINO: I Giardini della Corte, Leporano (Ta)
ARTETIKA di Rita Zenobini, Galatone


Foto

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