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Sognare in Salento

Sognare in Salento nasce dalla volontà di promuovere il salento e di f...

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Giuseppe Forcignanò
Personaggi di ieri e di oggi - Scultura-Pittura-Architettura
Nato a Gallipoli il 20 dicembre 1862, figlio del non meno noto scrittore e poeta Luigi Forcignanò , aveva dedicato la sua vita all’arte e per essa aveva sacrificato tutto fin dal febbraio 1882 data in cui ormai iniziato agli studi del disegno fu ammesso, ad anno scolastico inoltrato, alla prima classe dell’Istituto di Belle Arti di Napoli. Lavorerà a lungo a Roma e a Napoli facendo delle rare scappate a Gallipoli di tanto in tanto per abbracciare il vecchio padre e le sorelle.
Nel 1899 il suo carattere inquieto e insoddisfatto lo porterà ad emigrare a San Nicolas de los Arroyos, in Argentina. Sarà qui che riconoscimenti e continue menzioni su El Norte de Buenos Aires saranno dedicati alla sua arte ed otterrà per questo la cattedra di disegno nel Collegio Nazionale di San Nicolas.
Ma l’Argentina resterà per lui sempre “un paese ingrato per un artista”. Il 7 agosto 1910 stanco di vivere solo, all’età di 48 anni, sposa la signorina Rosa Fernandez che conosceva da parecchi anni.
Finalmente il 7 settembre 1910 sbarcherà assieme alla moglie a Genova da cui, alloggiato all’Hotel Firenze scriverà una lunga lettera alla sorella Nina descrivendo minuziosamente i meriti ed il carattere della moglie. Dopo una pausa a Roma, nell’agosto del 1912, raggiungerà Barcellona dove saluterà la moglie in partenza per l’Argentina. Si trasferisce a Napoli … ma non basta lavorare solamente, bisogna pure avere la fortuna di poter vendere il proprio lavoro.
E questa idea fissa lo avvilisce e lo tormenta, proprio adesso che dopo due anni di viaggi ed una salute malferma, ha più necessita di guadagnare.
Ritorna in Argentina l’ 11 marzo 1913 a Buenos Aires e scrive alla sorella che fra otto giorni sarebbe rientrato con la moglie in Europa. La moglie era stata nominata, in Francia, corrispondente ordinaria. Egli era contento di stabilirsi a Parigi perché sperava che i suoi tre quadri potessero essere esposti nel Salon des artistes Independants che da sempre aveva rappresentato la sua aspirazione giovanile. Ma il mattino del 17 febbraio 1914 in un eccesso di gelosia Giuseppe Forcignanò uccise con due colpi di fucile Rosa Fernandez.
Nel marzo di quell’anno il critico d’arte della “Tribuna”, nonostante la sua avversione al cubismo al futurismo o all’orfeismo e a tutte quelle forme di espressione pittorica che lui considerava brutte pitture, volle andare a vedere i tre quadri di Giuseppe Forcignanò. Ma dei quadri che figuravano nel catalogo ufficiale neanche l’ombra. I tre quadri erano: “Mattino della vita”, “Punta di Inca” e “Testa di donna”. Per una sorta di sventura, nonostante la tragedia che lo aveva colpito, il destino riservò al pittore gallipolino anche la beffa.
Nel febbraio del 1919 una laconica e scarna lettera veniva recapitata a Gallipoli alla signora Rosa Forcignanò con la quale si annunciava la morte del fratello Giuseppe avvenuta per pleuro-polmonite doppia nell’infermeria del carcere francese di Melun alle ore 15 del 3 febbraio 1919.
(da “Gallipoli fatti e personaggi e monumenti della nostra storia” di Elio Pindinelli)
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