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Sognare in Salento

Sognare in Salento nasce dalla volontà di promuovere il salento e di f...

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Luigi Sansò (1891-1963)
Personaggi di ieri e di oggi - Prosa-Poesia-Teatro
Il Sindaco- Poeta (1891-1963)
da " Gallipoli un Secolo di Memorie"
di Gianni Caridi

Nasce a Gallipoli il 2 luglio 1891, in una casa antica, nel centro storico. Aveva conseguito la licenza liceale a Galatina. Frequentò la facoltà di Giurisprudenza a Napoli, ma avendo da sempre coltivato la passione per la poesia, abbamdonò la facoltà di Giurisprudenza per dedicarsi completamente per quella di lettere.
Il 9 febbraio 1912, andava in scena, al Teatro Garibaldi di Gallipoli, " Perdoniamo", dramma in due atti. Un vero trionfo per l'autore, per la compagnia "Città di Taranto", per il suo direttore Carlo Citta.
Le sue giornate trascorrevano nel lavoro: scriveva sempre e non trascurava gli studi. Ma la laurea in lettere non arriverà mai.
Classicista agli inizi, il giovane poeta andava orientandosi verso la scuola romantica, non trascurando gli avvenimenti del suo tempo: lo scoppio della prima guerra mondiale, l'ingresso dell'Italia nel conflitto. Il 7 agosto del 1915, mentre Gabriele D'Annunzio volava sull'irredenta Trieste, a Bologna, un suo inno patriottico " Vittoria e Libertà", musicato dal Maestro Luigi Ratiglia, veniva premiato nel concorso dei canti nazionali ed incluso nelle edizioni musicali di Raffaele Izzo di Napoli. 
Nel 1916 Gabriele D'Annunzio perdeva un occhio durante un pericoloso ammarraggio a Grado e  Sansò, mai partito per il fronte, ma ufficiale in servizio attivo in Sardegna, Roma e Napoli, pubblicava un saggio dal titolo " Sguardo critico d'insieme su G. D'Annunzio", attratto dalle vicenze letterarie e personali del vate abruzzese. Correva il 1918 , squassata e devastata la vecchia Europa, in frantumi gli ideali, l'economia, la cultura.
Luigi Sansò intuiva, in quei momenti difficili e delicati, la necessità di una Europa unita. Nell'ottobre del 1918, a soli ventisette anni pubblicava una monografia dal titolo "Per l'Unione degli Stati d'Europa", opera che presagiva la preparazione degli Stati Uniti d'Europa. Il 19 aprile 1919 riceveva una lettera da Clox, Segretario privato del Presidente U.S.A. Thomas Woodrow Wilson, con cui elogiava questo giovane ignoto, che aveva intuito l'urgenza e la inderogabile necessità di una unione tra Stati.
Tornò a Gallipoli. A ridosso della cinta muraria, la dove la riviera di tramontana si tuffa in quella di scirocco, il poeta gallipolino era solito soffermarsi a guardare le acque frementi e rabbiose dirompersi sugli scogli, la schiuma estendersi lungo tutto il litorale e ad ascoltare, incantato, il ruggito possente della tramontana. Da questa sublime visione, nasceranno i suoi più struggenti canti: " Verso l'ultima altezza" e " Acuqeforti", apparsi nel 1921 e una leggenda " La lampada", scritta tra il 29 e 30 settembre 1921.
Dal generoso eroismo degli abitanti di Otranto, orribilmente decapitati dall'armata turca capeggiata da Chedik Amhed Pascià, Luigi Sansò portava a termine un poema epico-drammatico:"Idrusa", il suo capolavoro.
Nel 1924 viene nominato Commissario Prefettizio nei Comuni di Tuglie e Ostuni, e alla fine del mandato, con una stretta di mano con la gente locale, suggellava la sua prima esperienza pubblica.
Portato a termine l'importante incarico presso l'amministrazione di Salve( 1924), gli veniva preparata la poltrona di podestà a Melissano dal 1926. Era nata l'Associazione " Amatori d'Arte" di Gallipoli e vi partecipavano uomini illustri come Ettore Vernole, storico e saggista di larga fama; Giulio Pagliano, artista dal " sentimento cosmico"; Beniamino Senape de Pace, studioso profondosotto il profilo giuridico e storico; Luigi Bianchi, insegnante, autore di pregevoli pubblicazioni; Elia Franich, poeta dagli accenti fini e delicati, espressione di una coscienza di vita morale non comune, dotato di instancabile capacità organizzativa. Ed anche Luigi Sansò, uno degli animatori più attivi.
Giulio Pagliano, in occasione delle nozze del poeta, regalava al suo cordiale amico un dipinto raffigurante " Idrusa", l'eroina dell'omonimo poema.
Dal dolore per la morte della figlia Maria,appena nata, prende vita " ninna nanna della morte" versi angosciati e struggenti.
La nascita della seconda figlia Teresa 15 ottobre 1933, attenuava il suo immenso dolore.
Per circa un decennio dedica, prevalentemente, alla collanborazione delle riviste " Il Salento", rassegna della vita e del pensiero di salentini illustri e " Fiorisce un Cenacolo", organo ufficiale dell'Accademia di Paetsum.
Nel 1933 viddero la luce le raccolte di versi "Medusa" e "Kallipolis". Nel 1934 il Vescovo di Gallipoli Gaetano Muller lo nomina Prefetto degli Studi del Seminario diocesiano. 
Il congresso Eucaristico di Gallipoli, voluto dal Vescovo Nicola Margiotta, elevò la Cattedrale di Gallipoli, ricca di preziosità inestimabili, a Basilica Minore, con l'occasione il Sansò pubblica due inni, uno dei quali viene musicato da Tommaso Gardella, cantore della Basilica Vaticana.
Nel 1948, la tipografia Stefanelli, fissò in una raccolta i suoi moti poetici, nasceva " Pater" e cioè "liriche in profondità, sotto la guida di una realtà interiore", come aveva detto Fortunato Capuzzello, preside del Liceo Classico di Gallipoli, dove il Sansò insegnava.
Nel 1950 si concretizza il carme " Castel del Monte" pubblicato, a puntate, nel più diffuso e letto periodico " Rinascenza Salentina",
Nel 1954, a cura ed iniziativa dell'Associazione " Amici della Cultura", veniva pubblicata " Leggenda della torre San Giovanni", profumata e suggestiva leggenda, la più bella di ogni epoca intorno a Gallipoli, nella raccolta " Una manciata di fogli".
IL SINDACO POETA
Il 28 giugno 1956, Luigi Sansò viene proclamato Sindaco di Gallipoli.
Un cartello era apparso all'ingresso della sua stanza: " Si prega di non chiedere nulla che sia contrario alla legge".
Il 23 giugno 1958, poco alla mezzanotte, dopo tantissime vicissitudini e problemi di natura amministrativa, si dimetteva da Sindaco di Gallipoli.
Nel 1962, per il matrimonio della figlia Teresa prende vita "Epitalamio a Titti".
" Va sii felice sempre rifiorisca
il tuo cammin per un lungo andare
sacerdotessa d' un novello altare.
Fa che la tua virtù sempre granisca.
Dolce figlia, sospingiti alla luce
nè ti voltar s'io resto, qui, nell'ombra;
s'adolcirà la pena che m'ingombra
se il mio piangere al sole ti conduce".
Luigi Sansò, il Sindaco- poeta, lascia questa vita terrena la sera del 10 marzo 1963.

LE SUE OPERE
IDRUSA - Opera in versi - Editore Stefanelli 1924;
LA LEGGENDA DELLA TORRE SAN GIOVANNI , da una manciata di fogli
L'ORSO INNAMORATO UNA MANCIATA DI FOGLI, da una manciata di fogli.
PER L'UNIONE DEGLI STATI D'EUROPA, INNO A WILSON, ACQUE FORTI, LA LAMPADA, KALLIPOLIS, PATER.




















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