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Sognare in Salento

Sognare in Salento nasce dalla volontà di promuovere il salento e di f...

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Augusto Benemeglio
Personaggi di ieri e di oggi - Prosa-Poesia-Teatro
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Nasce a San Buono in provincia di Chieti il 22 agosto 1943.
Tra lo scoppio lacerante delle bombe, ad un anno di età viene condotto a Venaria, periferia di Torino, dove si è trasferito il padre Romolo, che evitata la partenzaza per l'Africa, ha trovato da vivere in qualità di disegnatore meccanico. Due anni dopo, spenta la madre giovanissima  Ida Pappalardo, viene trasferito a Roma in casa della nonna paterna. Dopo tantissime vicissitudini, decide di arruolarsi in Marina e da quel momento un miracolo raro e straordinario e stupendo si avvera nella sua formazione sociale, etica e culturale: un torrente letterario e poetico che, con una progressione impressionante, da oltre un trentennio è tuttora inestinguibile. Le sue prime pubblicazioni di racconti e poesie (Aurora-1965; L'Ascesa- 1966) sono edite da "Italia Splendor Roma"; alcune sue opere compaiono su antologie del circolo marinai di Taranto, altre sue poesie, datate 1970, vedono la luce su " Orizzonti ", la più diffusa e nota antologia milanese.
Nel 1975 lo Stato Maggiore delle Forze Armate, in collaborazione con il Vaticano, ha organizzato per l'Anno Santo un concorso di poesia e arti figurative.
Augusto Benemeglio ha estrapolato dalla sua produzione letteraria un sonetto dal profumo soave e struggente " Ognu Uomo è mio fratello ".
La medaglia d'oro è il suo primo successo letterario. Anche il Capo di Stato Maggiore della Marina gli consegna una targa d'argento per la migliore opera in assoluto.
Nel frattempo è diventato Ufficiale addetto alle Capitanerie di Porto con l'obbligo del trasferimento.
Quando nel febbraio 1977 Augusto Benemeglio raggiunge Gallipoli, l'impatto con la città spettacolare è ricco di suggestioni.
"E' la Gallipoli più vera e genuina, egli non si intimidisce: dietro ogni gallipolino c'è un'anima gentile, un poeta, uno spirito libero e ribelle".
Benemeglio impara a conoscerli e finisce di fare la fine di tanti forestieri che, stregati dalla magia del luogo, abbandonano, mollano tutto e decidono di stare qui per sempre.
In " Banchina Lido " (ultima edizione) dirà: " Io qui ho trovato le mie radici. Qui ho trovato il mio popolo, la mia gente, il mio sangue antico...Questa è la mia terra , è l'unica che sento mia, è l'unica che io ami davvero con tutte le sue ferite, i suoi gridi, il suo sangue nero..."
Dal 1977 si apre un periodo fondamentale nella vita culturale di Gallipoli con Augusto Benemeglio protagonista eccezionale.
Egli si affida al suo intuito circa le storie che circondano la nascita di Gallipoli ed ecco che nasce una profumata e stupenda favola " L'Isola della luce " (Tipolito Pacella , Gallipoli 1992), il suo capolavoro, forse la più bella favola di ogni epoca intorno a Gallipoli.
Questo omaggio del " forestiero " Benemeglio alla città è solo il primo sentimento di un uomo che ama Gallipoli e il suo mare, le sue case, le sue vele, le sue chiese.
La fantasia del letterato si è incuneata anche in una delle pagine più note e gloriose della storia di Gallipoli: la conquista della città da parte dei veneziani il 19 maggio 1484.
Per questo pubblica: " L'Isola e il leone " -Graphosette , 1984. 
E' l'intera città di Gallipoli, " l'Isola ", che nello sforzo supremo di difendersi dalla zampata del " Leone ", chiama a raccolta il cielo e la terra, il passato e il presente, la bellezza, il valore, il coraggio l'ardore di tutti i suoi figli (Giuseppe Leopizzi).
Queste due pubblicazioni hanno procurato un buon successo al narratore-poeta-marinaio, che già nel 1980 si è presentato al grande pubblico con il volume " Mare Chiuso " -Ed. F.lli Amato.
Auguso Benemeglio è un marinaio, giorno per giorno verifica, attraverso il lavoro e la sua sensibilità, il rapporto tra il mare e l'uomo stesso e interroga la sua psiche. Il mare  è contraltare dei sentimenti e dell'interiorità, è il rifugio e proterzione del proprio intimo è espressione artistica.
Il suo soffio vitale si materializza, prende forma e sfocia nel concorso " L'Uomo e il mare " , riscoperta di valori, solidarietà umana, incontro tra tante voci ed anche occasione spontanea di assegnazione di riconoscimenti a personalità che hanno onorato il Salento.
L'11 settembre 1978, nel teatro Garibaldi di Gallipoli, la prima edizione del concorso a cui ha contribuito, con tutto lo slancio della sua giovane età, Antonio Rima.
Con la pubblicazione del volume dedicato a Luigi Sansò, Sindaco poeta, e la scomparsa di Don Tonino Bello, Vescovo, Augusto Benemeglio, nel ricordo di questi indice il concorso: " Poesia Popolare Salentina Luigi Sansò " e " Una Speranza di Pace nel Mondo ".
Promuove unitamente a Giorgio Barba (il giovane poeta gallipolino, autore di " Arabeschi di un sogno " tributo d'amore alla sua città) due antologie artistico-letterarie " I poeti dell'Uomo e il mare " (1989) e " La Zattera " ( 1994).
Ora al centro della sua attenzione prende luogo e importanza il teatro.
Il letterato Benemeglio si è già presentato la prima volta da un palcoscenico con un dramma poetico sulla passione di Cristo vista da Pilato: " Il caso Gesù ".
Dal 1985 gli opuscoli teatrali - le " pieces"- si susseguono in rapida successione: " I Naufraghi " (1985), dramma sulla condizione di emarginazione della gente del sud; " Banchina Lido " ( 1985), dramma sull'esistenza e sul conflitto generazionale; " Ipotesi Cancro " ( 1986), dramma della guerra; " Dove l'anima si perde " ( 1988), biografia di Giacomo Leopardi; " L'affondamento della Santo Stefano "  (1992), rievocazione storica del noto fatto di guerra navale; " Un soggetto inutile " (1993) , dramma sulla vita di San Gerardo Majella; " La Santina di Gallipoli " (1994) , recupero di un personaggio ormai dimenticato (santità), che è oggi " patrimonio  vero e autentico di Gallipoli ma che non ha mai interessato nessun gallipolino a nessun livello ".
Dello stesso periodo, rappresentate sulle scene ma non pubblicate: " Autunno Salentino ", mirabile racconto sull'emigrazione (premio Dante Alighieri); " Frate Francesco ", biografia di San Francesco D'Assisi; " L'Enigma Manzoni " inedita e sorprendente biografia di Alessandro Manzoni; " Un rovereto in fiamme ", sequela della passione , morte e resurrezione di Cristo; " Io sono la vostra voce " , omaggio ad Anna Achmatova , delicata poetessa russa, colpita negli affetti dalla furia della " tempesta " staliniana; " Il Comandante Todaro, il Guerriero del mare ", rivisitazione dei fatti eroici dei sommergibilisti.
Nel dicembre 1994 è messo a stampa dalla Cartografica Rosato di Lecce il volume " Dialoghi Salentini ", opera pregevole e originale dove Augusto Benemeglio concede delle " interviste immaginarie " , viaggio interiore, ad un gruppo di personaggi diversi fra loro, ma " tutti uniti da una profonda umanità ".
Egli ha condotto sulle scene i suoi personaggi, tenendoli per mano, invitando gli spettatori a fermare per un attimo nella memoria le loro vicende umane, patrimonio culturale della nostra storia.
Fra le ultime sue invenzioni due lavori teatrali, gia rappresentati e pubblicati:" Arlecchinata " e " Il Buffone di Gallipoli ", vicenda ambientata nel XV secolo fra la corte aragonese di Napoli e Gallipoli.
Di Augusto Benemeglio, tutt'oggi sotto sforzo intellettuale in qualità di regista delle sue opere, rimane l'eco della sua anima di poeta-marinaio, intrisa di umanità e di sogno.
Del cantore de " L'Isola della luce " è sufficiente citare solo pochi versi:

" ... Viandante, forestiero,
fermati un istante
tu potrai vedere il viso
della divina fanciulla ...
qui, nell'isola della luce,
è la tua meta e la fine di ogni viaggio".

" Sono indibbiamente versi innocenti e sublimi, parole appassionate, che hanno radici nella profondità dell'animo, ma trasparenti di musica e sfolgoranti di luce: dichiarazioni d'amore sincero di fedele amante per una " divina fanciulla ", sirena o ninfa che alberga sull'isola luminosa di questa nostra " città bella ", ove qualcuno - non si sa chi come e quando - fissò la sua meta per concludere la sua faticosa avventura di antico naufrago " ( Gino Schirosi ).
(da GALLIPOLI UN SECOLO DI MEMORIE di Gianni Caridi)
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