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Sognare in Salento

Sognare in Salento nasce dalla volontà di promuovere il salento e di f...

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Achille Starace
Personaggi di ieri e di oggi - Politica
fotointestazioneUomo politico (Gallipoli 1889 - Milano 1945). Ufficiale dei bersaglieri, ex combattente della prima guerra mondiale, organizzò i fasci della Venezia Tridentina; vicesegretario del PNF (1921-23), deputato (1924), di nuovo vicesegretario del partito (1926-31), poi segretario (1931-39), fu zelante esecutore della volontà di Mussolini nell'opera di fascistizzazione della società. Sollevato dalla carica e nominato capo di Stato Maggiore della MVSN (1939-41), fu quindi definitivamente allontanato dalla vita politica. Nell'aprile 1945 fu fucilato dai partigiani. Allo scoppiar della guerra Achille Starace nato a Gallipoli il 18 agosto 1889, ha ventisei anni. Il suo vivace ingegno, la sua spiccata intraprendenza, e la sua attività multiforme lo hanno già avviato ad una brillante carriera.
Il padre, dopo anni di navigazione diventa abile e avveduto negoziante in vini e olii e inizia un commercio che diventa sempre più prosperoso.
La madre di Achille, la nobile Francesca Vetromile, di Gallipoli, figlia dell'illustre medico Felice Vetromile, donna esemplare, tempera l'ardore del suo brillante figliolo, coi saggi precetti della sua esperienza e del buon senso, instillandogli nell'animo quella ponderatezza riflessiva che doveva poi servire così bene al suo Achille, in tante e difficili circostanze della vita.
Achille, dopo aver fatti o i primi studi nelle scuole di Lecce si reca, a  compierli, alla Scuola Commerciale di Venezia. Il suo temperamento appassionato e generoso non gli permette di essere uno scolaro-modello. Così avviene che, a varie riprese, egli venga arrestato per la sua partecipazione calorosa e tumultuosa a patriottiche manifestazioni irredentiste. Negli anni di studi e di preparazione, Achille Starace non dimentica accanto alla mente e all'animo, anche il corpo. Egli ne fa, con esercizi fisici di ogni genere , la solida armatura del suo spirito battagliero, lo rende strumento magnificamente temprato, che ha fatto pèoi sul Carso e sul Piave mirabili prove di incredibile resistenza.
Scoppiata la guerra Achille Starace è richiamato sotto le armi, l'arma dei bersaglieri, 1 Brigata Bersaglieri. A Milano, Achille Starace è in Galleria, seduto con Francesco Carrera a un tavolino del Biffi, quando sopraggiunge una masnada di incoscienti sobillate da viltà filosofanti. Si chiudono le porte dei negozi, si abbassano le saracinesche, è un fuggi fuggi generale. Ma Achille Starace si sente, come si dice, pizzicar le mani, offeso nella sua dignità; un'ondata di sdegno lo pervade; non conosce più ritegni; corre incontro ai capoccia, li affronta con parole roventi, prima, e poi, subito dopo, con una gragnuola di ben applicati cazzotti. L'atto animoso rinfranca altri sdegni meno pronti a scattare; attorno al sotto-tenente Starace si forma un manipolo di aderenti. Volano pugni e bastonate, e la coorte dei Pus, convenientemente salassata, si sbanda, scompare, svanisce, ridotta a un gruppo di pacifisti in fuga.
E' questa la prima azione guerresca di Achille Starace non ancora in guerra.
Ma eccoci all'inizio della tragica epopea.
Achille Starace non aveva tempo di scrivere la storia: egli la vive. Parlano pèer lui le cinque medaglie al valore, due croci al merito di guerra, l'insegna dell'ordine militare di Savoia, una croce di Guerra Francese con Stella, due promozioni, prima tenente e poi capitano, per meriti di guerra.
Finita la guerra, con l'avvento del Fascismo, Achille Starace viene nominato segretario politico dei fasci di combattimento di Trento. C'è un rinnegato disonorevole alla testa della falange insidiosa, il famigerato Reut Nikolussi, deputato dei tedeschi dell'Alto Adige, che svolgeva un'accanita propaganda di odio contro l'Italia, e particolarmente contro il Fascismo. Achille Starace, recatosi a Roma per prendere parte ai lavori del Consiglio Nazionale Fascista, nel luglio 1921, incontra il 22 sera in Piazza di Montecitorio, il famigerato Nikolussi, accompagnato da tre fidi accoliti. Lo affronta e lo invita a seguirlo. Ma l'altro divenuto pallido dalla paura, come un cencio, obietta che sarebbe più opportuno un abboccamento in altra sede. Ma lo Starace gli risponde che non ha tempoda attendere, e, dopo avergli dato del rinnegato e del vigliacco, gli sputa sul grugno, senza riuscire a provocare un moto di rivolta da parte di quel codardo, che si allontana coi suoi degni compagni, altrettanto ignobili come lui. Evitano così, con questa prudente ritirata, le bastonate che lo Starace era pronto a dar loro. E' dall'ora che il disonorevole Nikolussi imparò a rispettare l'Italia.
E Achille Starace, non più bersagliere, ma bersagliere del Fascismo. Nell'ottobre del 1922, le Camice Nere di Starace, si erano impadronite del Palazzo della Giunta di Trento. E dopo Trento Verona e Milano, Achille Starace, spodestando il  rappresentante di un governo inetto, non faceva che tradurre in realtà un suo preciso programma. Dunque Starace uomo di pensiero, conferenziere, di animatore di folle. Ricevuta la carica di alto Commissario Politico, visita la Sicilia e le Puglie. Nominato Vice Segretario del Partito Fascista, Starace seguirà nel bene e nel male le sorti del Capo del Fascismo Benito Mussolini.

ACHILLE STARACE di Francesco Carrera - con Prefazione del Prof. Giuseppe Bello Direttore dell'Istituto Magistrale di Cagliari - Stabilimento Tipografico Alfonzo Pianezza - Busto Arsizio Milano

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